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Ciò che ci sta a cuore

Ciò che mi sta a cuore, riprendendo uno degli slogan che sollecitano la partecipazione verso il Partito Democratico, è la partecipazione degli stranieri , degli extracomunitari nei nostri organismi direttivi.
Ciò che mi sta a cuore e che è già cosa fatta nel costituente circolo PD di Giarre è la presenza di una donna filippina, laureata, che partecipa attivamente alla vita sociale e civile del territorio dove vive, che condivide i valori del PD insieme alla sua comunità perfettamente e civilmente inserita ed integrata .
Ciò che mi sta a cuore è che presto anch'essi possano partecipare all'elettorato attivo , da cittadini integrati, detentori di diritti esercitabili , giacchè di doveri.
Bisogna cambiare questo Paese, a partire dai paesi, con il coraggio di farlo.

rosaria caltabiano
componente assemblea costituente nazionale PD - colleggio di Giarre

Violante: «E' ora di lasciare, dobbiamo fare posto ai giovani»


Tutto vero, Presidente?
«Tutto vero».
Sicuro sicuro?
«Avevo informato Fassino e D’Alema già alla fine della scorsa legislatura. E naturalmente l’ho riconfermato anche a Veltroni».
Pacatamente?
«Certo. Sono stato alla Camera 28 anni, più del fascismo...».

Luciano Violante già si sente un ex ed è nel suo ufficio da ex Presidente della Camera, una stanzetta in fondo al labirinto di corridoi. Come sempre è vestito di nero, questa volta maglione girocollo e non la solita camicia.
«Sono stato Presidente di tutto, di Commissione, di Gruppo, dell’Assemblea».
Ministro no, pazienza. Ovvio che gli sarebbe garbata, e di molto, la Giustizia: ma con quel sospetto di Presidente (pure) del Partito dei Magistrati sarebbe stato troppo. Un piccolo busto di Lenin quasi nascosto nella libreria, il computer acceso sulle ultime notizie, la tv sulla Cnn, due orchidee.

E adesso che se ne va come ricorda la prima volta?
«Era il 1979, avevo lasciato l’Ufficio istruzione di Torino da due, lavoravo al ministero».

Aveva 37 anni, per il Palazzo di allora un bimbo.
«Ero disorientato, poi ho capito che questo lavoro non è la prosecuzione di quello precedente, qualunque esso sia. E’ un lavoro diverso, con le sue regole. E serve umiltà».

Adesso?
«E’ cambiata l’Italia e anche il Parlamento. Forse la qualità complessiva si è ridotta».

Bassina?
«Ora può accadere che si sia eletti senza sapere nulla di un’assemblea rappresentativa».

Allude?
«No, ma c’è un certo numero di giovani preparati in tutti i gruppi parlamentari. E spero siano rieletti perché danno fiducia per il futuro».

Non è per la riduzione di qualità che se ne va, o sì?
«La politica seria costruisce ponti tra le generazioni e la mia deve lasciare spazio al rinnovamento. Può innovare meglio chi ha più vita davanti di quanta ne abbia alle spalle».

Ora basta.
«Una prima vita in magistratura, la seconda in Parlamento. Comincio la terza e sento il dovere di restituire tutto quello che ho avuto e imparato: tantissimo».

Come?
«Non intendo disinteressarmi della politica, ma potrò insegnare nella mia Università a Camerino e vorrei dedicarmi alla formazione politica».

Un bel passo indietro. Al momento, a parte Romano Prodi, lei è l’unico pronto al trasloco. Vorrebbe essere d’esempio per altri?
«No, sono scelte personali».

I ricordi più belli?
«Ricordo con piacere, da Presidente della Camera, l’approvazione della legge sulla Giornata della Memoria per ricordare lo sterminio degli Ebrei. Fu un momento importante di un’Italia civile ed unita».

Tutto qui, altro non dice, perché questo è il Violante della sua prima vita, quella torinese, riservatezza e pudore e cautela. Restano «cose personali» anche i momenti brutti, e chi lo ha definito Torquemada e chi lo voleva suggeritore di pentiti di mafia, magari contro Andreotti, e tutta quella dietrologia che vedeva l’ombra dell’ex giudice istruttore di Torino dietro le quinte di qualsiasi trama. Uno che si prepara alla terza vita voglia di ricostruire la seconda ne ha poca, e non solo per riservatezza sabauda. E’ che dovrebbe rimettere assieme troppi ricordi, momenti, personaggi. «Di amici e avversari, come chiunque abbia ricoperto alte responsabilità politiche, credo di averne dappertutto».

E di maestri?
«Tanti. Nilde Jotti, quando disse che «in politica bisogna ascoltare le ragioni degli altri». Il socialista Giacomo Mancini e il suo discorso sulla «differenza tra il fascismo del Nord e quello del Sud». Mario Pochetti, il segretario d’aula, quando rimproverò Enrico Berlinguer per un suo ritardo: «Qui sei come tutti gli altri, vieni in orario». Giorgio Napolitano, da capogruppo, quando chiese scusa al democristiano Vincenzo Scotti per un articolo dell’”Unità”».

A settembre raggiunge i 67 anni e avrà già cominciato la terza vita. E qui?
«Spero si radichino l’etica della parsuasione, essere disposti a persuadere e a farsi persuadere. E il rispetto degli avversari, Un altro dei miei maestri, Ugo Spagnoli, lo diceva sempre: “Qui dentro anche un deputato che sembra insignificante è stato scelto da almeno 20 mila persone. E bisogna rispettarle tutte”».

Finocchiaro: ci sto pensando


(ANSA) - ROMA, 7 FEB -'Ci sto pensando seriamente. Molto seriamente'. Cosi' la capogruppo Pd al Senato Finocchiaro sulla possibile candidatura alla Regione Sicilia. 'Il modo in cui si e' conclusa questa legislatura del presidente Cuffaro e' uno stimolo di riflessione potente e poderoso'. La Finocchiaro avrebbe ricevuto pressioni in tal senso e da piu' parti, anche di Veltroni.

Sottoscrizione per finanziamento.

Mi associo e rispondo all'opportuno e legittimo appello posto dal coordinatore provinciale Luca Spadaro durante il direttivo provinciale di lunedì 4 u.s., a proposito di finanziamenti al Partito che siano trasparenti e visibili.
Propongo quindi una modalità non nuova , ma sempre apprezzabile e conviviale come una cena a sottoscrizione per il Partito Democratico.
Potremmo tenere conto le competenze di soggetti interni e/o vicini al Partito, invitando personaggi di rilevante visibilità regionale e nazionale con i quali intrattenersi durante una cena alla quale si potrebbe associare un tema di carattere conviviale quale un tema di carattere conviviale ( p.e.: "La cucina di "sinistra": convergenze e divergenze sul tema" oppure "La comunicazione politica di qualità, attraverso il cibo di qualità) ).
Teniamo conto che è della "sinistra" essere competenti di varie forme di cultura e d'arte, anche quelle conviviali come la cucina e l'enologia.
E' una proposta che favorirebbe anche allentare le tensioni e incontrarsi su argomenti che potranno far superare le differenze.

Altri realtà regionali lo hanno fatto, il coordinamento Lazio per esempio.
E' una proposta, sulla quale offre la mia disponibilità a collaborare.

Rosaria Caltabiano

CASO SOLARIS, LUCA SPATARO(PD): "CON QUESTA CLASSE DIRIGENTE LA SICILIA STA FUORI DAL MONDO"

L'autonomia poteva significare per la Sicilia una grande leva per cogliere prima delle altre regioni europe la spinta al cambiamento e all'inovazione. Una leva poderosa che nell'era della globalizzazione poteva rappresentare la forza in più di una regione ricca di risorse come la nostra, ma che pultroppo resta fanalino di coda in tutte le classifiche che riguardano le regioni europei. Fanalino di coda nostante da anni riceva risorse ingenti dalla comunità europea per traghettare l'economia e la società siciliana fuori dalle regioni "obiettivo 1". L'autonomia poteva rappresentare tutto questo, ma in realtà nelle mani di questa classe dirigente sta diventando il filtro e lo scudo per lasciare la Sicilia fuori da tutti i processi di innovazione e di trasformazione che hanno investito e investono attualmente tutte le regioni europee.

Oggi un consorzio di aziende tedesche specializzato nelle energie alternative annuncia un azione legale nei confronti della nostra regione, perchè da 15 mesi attende le autorizzazioni per poter investire 560 milioni di capitali privati. L'azione legale è il primo passo che prelude l'abbandono dei progetti siciliani. La solaris deciderà di investire altrove quei capitali. Nel frattempo il leader del movimento per l'autonomia Raffaele Lombardo, uno dei possibili candidati del centrodestra alla presidenza della regione, dichiara;"Basta alla colonizzazione dei gruppi stranieri" , l'assessore al Territorio,Rossana Interlandi che milita nello stesso partito di Lombardo ha il coraggio di dichiarare;"Che in assessorato non c'è il personale sufficiente per esaminare progetti cosi delicati". Una regione con oltre 25.000 dipendenti non ha personale a sufficienza, stiamo parlando della regione europea con il maggior numero di dipendenti.

Questi fatti e queste parole sonoi l'emblema di una Sicilia che ha un tasso di attrazione di capitali esteri tra i più bassi d'italia, una regione ritenuta dagli operatori economici non fertile per gli investimenti,non solo perchè ha una carenza di infrastrutture, ma soprattuto perchè ha un deficit di libertà economica, una burcrazia lenta e dai percorsi tortuosi, una politica invadente e poco sobria che vuole mettere le mani su tutto.

Questa regione avrebbe bisogno di una sana e pacifica rivoluzione liberale, di una onesta classe dirigente che non protegga interessi incoffessabili, di un opera di demolizione di tutte quelle rendite di posizione che oggi appesantiscono e rendono povera questa terra, di una riforma radicale della pubblica amministrazione che liberi risorse oggi improduttive.

Con questa classe dirigente, con i Lombardo e i Cuffaro, con la loro idea della politica, dell'economia e della società, la Sicilia resterà sempre fuori dal mondo.

Walter Veltroni a Palermo

Sabato 2 Febbraio tutti a Palermo per la manifestazione con il segretario nazionale del Pd Walter Veltroni. Saranno presenti anche,Giuliano Amato e i presidenti dei gruppi di Camera e Senato, Antonello Soro e Anna Finocchiaro.Da domani comunicheremo a tutti i dettagli logistici per il trasferimento da Catania a Palermo. Prevediamo la possibilità di fare partire un autobus d ogni zona della provincia.

PRIMARIE USA: OBAMA CONQUISTA IL SOUTH CAROLINA


Con la sonora vittoria in Carolina del sud, il primo degli Stati meridionali dell'Unione ad andare alle urne nella lunga maratona che porterà all'elezione del presidente, il senatore dell'Illinois Barack Obama trova il passo giusto per affrontare il prossimo, importantissimo, test elettorale: il Super martedì del 5 febbraio, quando si voterà in oltre 20 Stati. Barack Obama, infatti, stravince in South Carolina conquistando il 55 per cento delle preferenze. Solo un modesto 27% per l’ex-first lady. Terzo, con il 18% dei voti John Edwards.

A sostenere la corsa di Obama, in particolare gli elettori afroamericani, che rappresentano più della metà dell'elettorato democratico dello Stato. Ben l'81% della comunità afroamericana ha votato per lui premiando il suo programma e la sua personalità. Solo il 17% per l'ex first lady. Un risultato schiacciante che però non potrà essere così determinante in occasione del prossimo 5 febbraio.

Un dato che però non sembra scoraggiare il senatore dell’Illinois. «Non è una questione di bianchi contro neri – ha infatti rivelato dopo la sua vittoria - , ma di passato contro futuro. Quello che vogliamo – ha spiegato - è più che un semplice avvicendamento tra partiti a Washington, quello che serve è un cambiamento dello status quo. Siamo pronti ad avere di nuovo fiducia, a modificare le disastrose strategie dell'attuale amministrazione».

«Formiamo – ha poi insistito - la coalizione di americani più diversificata che ci sia mai stata – ha infatti . Siamo giovani e vecchi, poveri e ricchi. Neri e bianchi. Latini, asiatici e indiani. Il futuro ha vinto sul passato».

Un messaggio che la Carolina del sud sembra condividere. Secondo i dati non ancora definitivi circa 520.000 elettori democratici ieri si sarebbero recati alle urne (molti di più dei 290.000 di quattro anni fa). In modo deciso si sono espressi anche gli elettori afroamericani: quattro su cinque hanno votato per il senatore dell'Illinois. Per Obama ha inoltre votato il 66 per cento delle persone tra i 18 e i 24 anni, il 70 per cento di quelli tra i 25 e i 29 anni e il 62 per cento di quelli tra i 30 e i 39 anni. Clinton ha invece avuto il voto soprattutto degli elettori con più di 65 anni, favorevoli alla senatrice nel 40 per cento dei casi.

All'uscita dei seggi, il 68 per cento degli intervistati ha detto di avere giudicato eccessive le invettive di Clinton contro Obama, mentre sei elettori su dieci hanno affermato che il ruolo dell'ex presidente degli Stati Uniti Bill Clinton, che ha rincarato la dose contro il senatore dell'Illinois, è stato decisivo nella scelta del voto a favore di Obama.

Deluso, anche, l'ex senatore della Carolina del nord John Edwards, che puntava su questo Stato per rilanciare la propria campagna elettorale, ma che non è riuscito ad andare oltre l'ennesimo terzo posto.

Ma a premiare l’impegno e la personalità di Obama, non sono solo gli elettori. Il senatore dell'Illinois ha ottenuto in questi giorni anche l'importante sostegno di Caroline Kennedy. In un editoriale che sarà pubblicato sull'edizione domenicale del New York Times, la figlia dell'ex presidente degli Stati Uniti John F. Kennedy e di Jacqueline Kennedy Onassis ha scritto di non avere «mai visto un presidente che mi ispirasse come la gente dice abbia fatto mio padre. Per la prima volta, credo di avere trovato un uomo che possa essere presidente non solo per me ma per una nuova generazione di americani».

Un sostegno al quale si unisce quello dello zio Ted Kennedy, fratello dello stesso ex presidente ed il cui appoggio era stato ambito da tutti i candidati democratici anche per le sue abilità nel raccogliere fondi.

Lo scorso ottobre, Ted Kennedy aveva parlato della oggettiva difficoltà nel fare una scelta. «Sarà una scelta difficile - aveva ammesso - . Ho molti amici che vogliono diventare presidenti». Oggi, il senatore ha finalmente deciso di dare ufficialmente il suo appoggio ad Obama: «Obama è un vero leader - ha detto - , che ha la capacità di ispirare coloro che ancora credono nel sogno americano. Sento aria di cambiamento nell'aria».

Hillary. da par suo, potrà invece contare sul sostegno di un’altra Kennedy, la senatrice Kathleen Kennedy Townsend, una degli undici figli dello scomparso Robert 'Bob' Kennedy, un altro dei 'monumenti' della famiglia politicamente più importante e influente d'America.